Il Nemico dei Thirties – Juan Arabia (Samuele Editore, Italia – 2017)

Una poesia questa del giovane autore ed editore piena di riferimenti e citazioni dei poeti “reietti, quasi un continuo excursus attraverso i classici europei da Baudelaire a Pound , a quelli statunitensi da Fante a Ginsberg solo per citarne alcuni. Un esempio chiaro lo troviamo nei versi: La notte cadeva sveglia a Greenwich Village,/ e nude le stelle perivano come il tuo cuore;/ dove entrava un universo intero,/ di prime luci; accecanti come la tua immaginazione.
In fondo si potrebbe dire che il destierro di Juan trova come unico territorio vivibile la poesia stessa.
Il lirismo di Juan Arabia non cerca una riscrittura dei topici dei viaggi né ha come meta la poesia, ma lascia entrare visioni, immagini, sensazioni e paesaggi in una fervente ricostruzione di congetture che arrivano a favoleggiare la ubriacatura notturna di Dylan Tomas. Il nemico dei Thirties ha due elementi fondamentali dell’ arte poetica moderna: il dialogo forte da un lato con la tradizione non scevro di polemiche e discussioni, e dall’altro, nonostante l’apparente fisionomia di libro d’omaggi poetici, offre momenti in cui si mostra la discordia letteraria compiendo l’elemento d’essere critica di se stessa.
In questo libro Juan Arabia ci fa viaggiare attraverso una poesia che se é costante dialogo con la tradizione afferma anche che il poema, inteso come bellezza e suggestione e dialogo con l’altro, é ancora e più che mai vigente.
Il poeta continua ad essere chi “germoglia nel silenzio della superficie e lascia la sua salda idea”.

Antonio Nazzaro

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L’uomo dalle suole di vento

«If we are absolutely modern—and we are—
it’s because Rimbaud commanded us to be».

—No, é una bugia.
Rimbe mai disse che potevi parlare per lui
Dal tuo Hotel Lautréamont 5 stelle,
Dall’autocompiacimento dell’Università
E gli hamburger dello Utah.
—No, No…Signori!
Per prima cosa:

Sognerò questa notte che
I tuoi occhi sono quelli di Rimbe
Come la bontà di una donna che mente
E cui chiedo solo una bugia.

I.

Va be’, scarichiamo la macchina:
Solo delle bottiglie di vino e i papaveri di Rimbaud.
Siamo cresciuti senz’accorgercene, e adesso aspettiamo sulla strada.
Almeno siamo vicino alla gente e della sua terra,
Anche se tutte le nostre abitudini sono state corrotte.

Al principio il paese era celeste,
il sole ci svegliava e ci lasciava instupiditi dopo mezzogiorno.
Eravamo le uve lucenti dell’estate,
Con la nostra buccia spogliavamo il vento.

II.

Non è difficile da capire
Che l’eterno ha bisogno di versare sangue.
Loro si sorprendono solo di quello di cui non hanno il coraggio:
E trovo il mare, vedo la mia faccia
Nella lucertola specchio…
E anche se la notte è fredda
Non morirò per stare qui.
Anche pospongano la comunione
Posso uccidere Dio scrivendo «è morto»
Su una sedia.

*

Giudizio

Ci allontaniamo dalla città,
avversità, avversità, eccetera…
In cui oramai non facciamo
più canzoni…

Il nostro flauto è rimasto chiuso
nella radice del salice:
distruggendo il suolo…
Sollevando strade e mattonelle.

Noi andiamo lontani, amici:
dove le vacche bevono
dove la linfa scorre.

I nostri versi hanno bisogno
d’essere giudicati,
ma in terre selvagge

Giorni a Charleville

Al tramonto gli uccelli formano
un castello di canzoni
dentro gli alberi.
Insieme si nascondono tra i rami
e con la voce imitano
il tono rosso, verde e giallo
delle foglie che caddero
in autunno
e ci hanno protetto
dal sole in estate.
A Charleville-Mézières.

Lake District*

Io, che ho negato Cristo sulla prima barca,
finalmente ho capito il significato della parola addio.
Non si tratta di un semplice commiato:
è il momento in cui tutto affonda
nei bianchi e trasparenti mari dei numeri,
e si perde il fiore**, l’unica prova di
dell’esistenza di un paradiso.
E’ il momento dove si perde l’immediato calore
d’aria che chiude e separa ciascuna
delle cose che esistono nel mondo.

* Il Lake District, conosciuto anche come The Lakes o Lakeland, è una regione montuosa nel nord ovest dell’Inghilterra conosciuta per i suoi laghi e le sue montagne e per l’associazione con i poeti laghisti (lake poets) come Wordsworth e Coleridge.
** Se un uomo attraversasse il Paradiso in sogno, e gli dessero un fiore come prova che era stato lí, e se svegliandosi incontrasse questo fiore nella sua mano…Allora, cosa?”. nel Animae Poetae: :From the Unpublished Note-books of Samuel Taylor Coleridge (1895).

“Il Nemico dei Thirties” – Juan Arabia (Samuele Editore 2017, collana Scilla, traduzione di Antonio Nazzaro ed Ezio Falcomer)

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