Tres poemas de Martina ABBONDANZA – (poesie Atelier)

Negli ultimi vent’anni la rivista Atelier fondata da Giuliano Ladolfi e costruita assieme all’opera fondamentale di Marco Merlin ha segnato il percorso della poesia italiana contemporanea: ha contribuito in maniera determinante alla fine del postmoderno, ha reso possibili nuove generazioni di poeti spostando l’attenzione verso decenni ancora inesplorati, ha riportato centralità all’opera antologica (si veda in questo senso “L’opera comune” del 1999 curata dallo stesso Ladolfi). Oggi anche attraverso l’attività della casa editrice intitolata allo stesso fondatore Ladolfi e della versione on-line della rivista che si affianca a quella cartacea è riuscita a imporre una fortunata attenzione che la porta ad avere quel profilo internazionale troppe volte richiesto in maniera inascoltata in ambito poetico italiano. Da questo lavoro emergono autori di importante respiro che uniscono all’esigenza lirica la necessità del racconto, si ritrovano in queste poesie i grandi temi contemporanei uniti alle piccole vicende private, personali. Accade qualcosa oggi nella provincia italiana di cui vale la pena parlare in tutto il mondo in un’ottica di dialogo, di rispetto: sono questi poeti, questi testi, questa fatica, questo lavoro fatto ancora sulla parola come dei veri artigiani.

Durante los últimos veinte años, la revista Atelier fundada por Giuliano Ladolfi y construida en conjunto a la labor fundamental de Marco Merlin ha marcado el camino de la poesía italiana contemporánea: ha contribuido decisivamente al fin de la posmodernidad, ha hecho posibles nuevas generaciones de poetas moviendo la atención hacia décadas inexploradas todavía, ha regresado la centralidad de la obra antológica (véase, en este sentido “La obra común “del año 1999, curada por el mismo Ladolfi). Hoy en día también a través de las actividades de la editorial dedicada al mismo fundador Ladolfi y la versión en línea de la revista que se une a la de pape, ha logrado imponer una afortunada atención que la lleva a tener un perfil internacional demasiadas veces pedido pero sin ser escuchado en el ámbito poético italiano. De este trabajo surgen autores de importante respiro que unen a la exigencia lírica la necesidad del cuento, se encuentran en estos poemas los grandes temas contemporáneos junto a pequeños asuntos privados, personales. Algo sucede hoy en día en la provincia italiana que vale la pena hablar en todo el mundo en una visión de diálogo, de respeto: son estos poetas, estos textos, esta fatiga, este trabajo realizado aun sobre la palabra como unos verdaderos artesanos.

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Martina Abbondanza è nata a Cesena, nel 1993. È laureanda in Lettere Antiche con una tesi in letteratura latina presso l’Università degli Studi di Firenze. Sue poesie sono apparse su Atelier n°70 giugno 2013 e nell’antologia fotografica I volti dei poeti. Nel 2015 ha vinto il Premio Rimini per la poesia giovane ed è stata pubblicata nell’antologia Post ‘900 a cura di Matteo Fantuzzi e Isabella Leardini. La sua prima raccolta di poesie Il giorno tutto è appena uscita per Ladolfi Editore.

Martina Abbondanza nació en Cesena en 1993. Graduada en Letras Antiguas con una tesis sobre la literatura latina en la Universidad de Florencia. Sus poemas han aparecido en Atelier n ° 70 junio de 2013 y en la antología fotográfica Las caras de los poetas. En 2015 ganó el Premio Rimini por la poesía joven y fue publicada en la antología Post ‘900 curada por Matteo Fantuzzi e Isabella Leardini. Su primer libro de poemas acaba de salir por Ladolfi Editore.

La gioia ha tutti i nomi,
va cercata con l’istinto
delle bestie nei boschi.
Sono finite tre estati
e non abbiamo trovato padri
per insegnarci il suo moto,
il suo stare nel muto evolversi.
Siamo la generazione senza bisogni:
guardare, il bene, gioire.

“Sporgiti appena un po’,
i fiori più belli stanno
all’interno dei fossi.”

Siamo quelli che sono già stati bruciati.
Mia madre non è riuscita ad insegnarmi
i nomi delle erbe selvatiche,
ma è grazie a lei che fermo la macchina,
mi sporgo un po’.

La alegría tiene todos los nombres,
hay que buscarla con el instinto
de las bestias en los bosques.
Se terminaron tres veranos
y no encontramos padres
para enseñarnos su lema,
su estar en el mudo evolucionarse.
Somos la generación sin necesidades:
mirando, el bien, alegrarse.

“Asómate sólo un poco’,
la flores más bellas están
dentro de los fosos.”

Somos los que ya fueron quemados.
Mi madre no logró enseñarme
los nombres de las hierbas selváticas
pero es gracias a ella que paro el carro,
me asomo un poco’.

Avevo imparato a non addormentarmi
casomai qualcuno avesse avuto bisogno,
casomai la casa avesse voluto portarmi altre ombre
oltre a quelle che mi cercavano ogni notte.
Sono ancora qui a non chiudere gli occhi,
sacerdotessa delle cose
che vogliono essere guardate,
che di giorno non ci sono.

Había aprendido a no dormirme
por si alguien hubiera necesitado ayuda,
por si la casa hubiera querido traerme otras sombras
además de las que me buscaban cada noche.
Estoy todavía aquí para no cerrar los ojos,
sacerdotisa de las cosas
que quieren ser miradas,
que de día no están.

I pescatori al porto
dicono di conoscere tutti i silenzi
in cui si può abitare:
basta stare nel punto in cui il mare
può essere solo mare,
l’uomo solo uomo.
Forse là ricorderò tutte le sillabe,
i genitori che ho incontrato,
le ginocchia su cui appoggiavo la testa
e sarò solo pietà.

Los pescadores en el puerto
dicen de conocer todos los silencios
en los que se puede habitar:
con tal de estar en el punto donde el mar
puede ser solo mar,
el hombre solo hombre.
Quizás allá recordaré todas la sílabas,
el padre que he encontrado,
las rodillas en las que apoyaba la cabeza
y seré solo piedad.

 

∇ Traducción de ©Antonio NAZZARO, 2016.